XPS, EPS e PIR

I pannelli sandwich in XPS danno una garanzia di durata (ritorno di investimento) quando utilizzati nell’industria alimentare.

XPS, EPS e PIR come anime di pannelli isolanti

xps eps e pir

XPS, EPS e PIR: qual è il miglior isolante? Quello che isola meglio! La scelta, però, non dipende da preferenze personali, bensì dall’applicazione che se ne richiede. Quanto viene riportato sui certificati, inoltre, non corrisponde quasi mai alla reale condizione di lavoro in cui l’isolante si trova negli ambienti alimentari. Un isolante, infatti, non mantiene le sue caratteristiche iniziali se si trova in un ambiente umido, bagnato, con giunti tra i pannelli più o meno sigillati in presenza di vapore nell’aria, sottoposto ad urti esterni, a lavaggi intensi. In questo breve trattato vogliamo dare delle idee intuitive di cosa succede a tre materiali isolanti di riferimento: XPS, EPS e PIR.

xps vs pir

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favicon pannelli termici

Conducibilità Termica

È la caratteristica che è considerata più importante, poiché da un punto di vista energetico è quella che assicura il risparmio. Poiché oggi tutti i materiali isolanti sono molto performanti, in un locale di lavorazione o in una cella di stoccaggio a temperatura positiva il calore disperso attraverso le pareti è solo il 10 % circa dei carichi termici. Inoltre, come si vede dal filmato, in una prova da noi effettuata un cubo di ghiaccio si
scioglie al calore nello stesso tempo per XPS e PIR ( che in questa prova sono paragonabili ), mentre l’EPS in questo caso ha isolato molto peggio. La cosa importante è che la vera capacità di isolare che crea differenza tra i materiali isolanti non si vede nelle condizioni ideali del test, ma nelle condizioni di umidità e assorbimento di acqua in cui il materiale opera.

Le condizioni dell’ambiente influiscono sulla capacità dell’isolante.


Assorbimento dell’Acqua

È intuitivo pensare che se l’acqua non isola bene, più ne è contenuta nella schiuma e peggio il materiale isolante isola. Questo risulta particolarmente importante nei locali nei quali si fanno frequenti lavaggi o, in ogni caso in cui l’ambiente è bagnato, come gli ambienti alimentari. Anche il vapore contenuto nell’aria, quando condensa, diventa acqua e peggiora le caratteristiche isolanti. Nel filmato si vede che iniettando del liquido colorato in un cubo di isolante, l’EPS lo lascia penetrare al suo interno, mentre il polyiso e l’XPS lo fanno uscire dallo stesso foro da cui è entrato. L’EPS ha fori al suo interno. Per gli altri due prodotti i valori caratteristici sono determinati da WL(T)i: Assorbimento d’acqua a lungo termine per immersione per XPS <0,7% per PIR <2%.

Questa differenza si vede a lungo termine nella foto nei pannelli in PIR.


Permeabilità al Vapore

La permeabilità al vapore di riferimento (mu) è circa: nell’EPS 20-80, nell’XPS 100-200 e nel Polyiso 80, ed indica la resistenza al passaggio di vapore rispetto all’aria. Si nota che l’EPS offre poca resistenza, mentre l’XPS lascia passare pochissimo vapore. Il poliuretano ha un valore intermedio con un assorbimento circa doppio di quello dell’XPS. Nel video si vede in modo empirico questo comportamento, avendo messo sopra un bollitore i tre isolanti tipo. In corrispondenza dei giunti il vapore, spinto dalla differenza di temperatura, si insinua tra pannello e pannello, e impregna così la parte esposta che perde le caratteristiche di isolamento.

La perdita di isolamento nei giunti tra pannelli in poliuretano si può notare dalla termografia.


Resistenza alla Compressione

Tutti sappiamo quanto sia facile urtare i pannelli sandwich all’interno di uno stabilimento, ed esempio a causa di un intenso utilizzo di carrelli. I pannelli tendono a deteriorarsi e, se la lamiera superficiale si rompe e si toglie la verniciatura, anche ad arrugginire. La resistenza all’urto dei vari tipi di materiali isolanti si nota in modo empirico dal video. Si nota che la schiuma Polyiso ha una forte propensione alla rottura a causa degli urti: facendo cadere un peso di un chilo questo si conficca nella schiuma restando incastrato. L’EPS, anche se ha una bassa resistenza alla compressione, è molto elastico e perciò il peso rimbalza senza creare particolari danni. L’XPS è il più resistente dei materiali analizzati: il foro creato è circa la metà di quello sul Polyiso e simile a quello dell’EPS.

I pannelli in XPS sono perciò più resistenti rispetto a quelli in PIR (vedi foto).